RIPARTIRE DAL GIUSTO, NON DAL NULLA

Un movimento di protesta che non fonda su una cultura politica e su una preparazione del bene pubblico non potra’ mai fare del bene al paese.
Se si comprende la scintilla reazionaria che spinge ad affrontare con rigidita’ ed intolleranza la malapolitica, e’ incomprensibile giustificare l’ottusaggine di fare di un’erba un fascio ed opporsi a quella politica che permette ad ogni Stato di vivere.
La politica e’ scelta, che racchiude principi, analisi, senso civico e lungimiranza, il politico e’ un soggetto che puo’ fare o non fare politica, a seconda del suo essere, a seconda di cio’ che gli interessa veramente. Si deve condannare il singolo quindi, quando e’ chiaro che non si sta adoperando per il bene pubblico, ma mai condannare quel concetto che esprime un modo di interagire con la societa’ e le idee per permettere la sua evoluzione.
Non temo il Movimento 5 Stelle in quanto pensiero reazionario e non temo l’incapacita’ di alcuni suoi militanti che non comprendono come questo atteggiamento anti-politico, fondato sulla non conoscenza della gestione pubblica, sull’ inesperienza politica e sull’incapacita’ di dialogare stia danneggiando il nostro paese,
temo piuttosto il suo consenso popolare che sempre piu’ aumenta e che si rivela cieco delle vere esigenze della societa’ che non ha bisogno di un gruppo anti-politico ma ha bisogno di una nuova generazione politica che riprenda in mano e faccia rifiorire quei principi e valori di correttezza, di altruismo e di lungimiranza che hanno permesso la crescita della nostra societa’ e sono la base per la buona amministrazione di un paese, ma che non sia sprovvista di quella cultura politica e di quell’appartenenza ad un definito profilo politico che fa della difesa di diritti ed interessi dei cittadini il proprio credo e la propria ragione d’azione a tutela del bene pubblico.

Bellio Enrico

Segretario di circolo

Lettera scritta dopo la lettura dell’articolo del giornalista di Huffpost, in merito alla grave situazione in cui versa il comune di Livorno oggi.

Qui sotto si riporta l’articolo menzionato:

Livorno nel caos. La cattiva politica e la fine del teorema a cinque stelle

Pubblicato: 30/11/2015 17:01 CET Aggiornato: 30/11/2015 17:01 CET
 NOGARIN

Le prove di governo del Movimento 5 stelle, non brillano. Ma con Livorno si consumaun passaggio di qualità da una semplice inesperienza ad un grave danno per la cittadinanza. Giungiamo pertanto agli sgoccioli del seguente teorema. Il Movimento 5 stelle non è un partito, ma un movimento di cittadini, che è cosa ben diversa.

I partiti non sono fatti da cittadini ma da militanti, portatori di interessi in contrasto con la cittadinanza (di cui rappresentano – se va bene – la parte rinnegata). Questo è il teorema. Ora, Livorno è governata da un’amministrazione a Cinque Stelle, quindi da cittadini. Va da sé che questi “commissari” (per usare una espressione di Rousseau) possano essere un po’inesperti: sono cittadini, non i deprecati professionisti della politica. Ma qui – questo è il problema – il cittadino non commissario comincia ad irritarsi. Forse perfino l’elettore a Cinque Stelle a non più riconoscersi in simili idiozie. Alla fine il cittadino resta cittadino e il “commissario”, già spergiuro, non rappresenta altri che quelli che vorranno rivotarlo.

È non solo il principio di realtà, ma l’esito di ogni discorso che accantona la rappresentanza (e la responsabilità) politica per avventurismi teorici e pratici. I cittadini di Livorno sanno benissimo di chi è la colpa, è della cattiva politica. Di qualunque colore sia, è facile riconoscerla dai risultati: la cattiva politica non dà le risposte sperate. Poi se parla a nome dei cittadini, beh, questa è non solo un’appropriazione indebita, ma un’aggravante. Sul teorema che ho illustrato è basata tutta la “diversità” del Movimento 5 stelle e le sue linee portanti, come l’indisponibilità a trattare o ad allearsi: il programma viene infatti di supporto come proveniente direttamente dai cittadini, ogni contaminazione di ciò che è genuinamente voluto dai cittadini è una contaminazione che depaupera la volontà sovrana del popolo. Rimosso questo moloch, resterà l’altro cavallo di battaglia della “diversità”: l’autoevidente e indubitabile onestà personale e integrità del rappresentante.

È ancora presto, ancora un po’e ci libereremo anche di quest’altro dogma. Allora saranno uguali agli altri, forse solo un bel po’ meno capaci. Pregiudizio? No. Se non credi nella politica nella sua grammatica, allora la politica non può manifestarsi in te. C’è ancora qualche tempo per rimediare. Poco.

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