ANCHE PER SPRESIANO: “NO ALLA NUOVA ZONA INDUSTRIALE DI CASTRETTE”.

di Oscar Borsato
Responsabile Settore Urbanistica PD Villorba
Responsabile Settore Urbanistica PD Provinciale

L’area di Castrette pensata dal sindaco Marco Serena per l’insediamento di nuove strutture a carattere produttivo/commerciale non piace proprio a nessuno, nemmeno ai confinanti di Spresiano.

In una riunione intercircoli (con Villorba) organizzata dal sottoscritto in qualità di Responsabile Urbanistica & Territorio del PD Provinciale di Treviso, svoltasi mercoledì 11/3/2015, anche il Partito Democratico di Spresiano ha dato il suo parere: un secco NO al progetto di nuova urbanizzazione ai confini comunali di Spresiano. Precise le parole pronunciate dai due segretari, Enrico Bellio ed Andrea Prati: “basta consumo di suolo, stop a nuove cementificazioni che non servono a nulla. Prima si crei lavoro e si riempia quello che c’è già . I nostri territori hanno già dato”. Questa in breve sintesi il pensiero sviluppato nella riunione, un momento che è stato molto illuminante perché ho potuto constatare la logica di “pianificazione disordinata” avvenuta in questi decenni nei due comuni. Queste due realtà sono il risultato di una Regione del Veneto da sempre assente e che ha lasciato all’autodeterminazione dei singoli comuni la possibilità di effettuare dei piani intercomunali, così il concetto “feudo/leghista” ha portato ad una capillarizzazione delle attività programmatiche con il conseguente aumento della spesa pubblica.

Due paure che hanno portato ad un risultato condiviso:

– quella dalla parte villorbese (spiega Bellio) che vede ulteriormente svuotarsi una zona produttiva già in difficoltà, dopo la certificata volontà politica dell’attuale Amministrazione di volere progressivamente abbandonare al suo destino l’ex Panorama e limitrofi: perdita dei posti di lavoro delle attuali attività commerciali, un maggiore degrado urbano con capannoni sempre più vuoti, un aumento del deposito abusivo di immondizie, una possibile crescita di delinquenza organizzata vista la vicinanza di prostitute nella strada Pontrebbana e una totale mancanza di progettazione a riguardo di una nuova qualifica dell’area dismessa (costi e progetti): che fare dei vecchi stabili?. Una voluta mancanza di volontà di presidiare la sicurezza di quella superficie.

– Dalla parte di Spresiano, già colpita per la costruzione del casello autostradale si profila il timore che, dopo le elezioni, da parte dei soliti partiti palazzinari, si possa andare verso la stessa direzione di distruzione del verde. “Ci sono già tanti capannoni vuoti nella zona tra Spresiano ed Arcade, ci ritroveremo con ulteriori fantasmi di cemento”. Queste le parole del segretario Andrea Prati, che riassumono il timore di tutti i suoi concittadini, cioè il perdere il poco paesaggio veneto che è rimasto, per colpa di politici che non hanno a cuore lo stato naturale del verde.

Questo modo di condurre le politiche strategiche del territorio, a mio avviso, è una follia inaudita verso l’ambiente e verso gli attuali lavoratori presenti nell’area industriale già formata, poiché dimostra un vecchio modo di concepire la governance; in altre parole il perseguimento dell’oramai fossilizzata equazione: “l’aumento della costruzione degli immobili è sinonimo di sviluppo economico”.

Di certo non lasceremo che la distruzione di un territorio continui.

Pedemontana_Montecchio

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